I “fiori blu” tra Benito e l’Afghanistan

E’ un’antica ambizione, sospinta sempre più negli anni (e sono già sei) quella di proiettare un giorno con “I fiori blu” l’immagine di una città, Foggia, nell’emisfero culturale dei grandi e più prestigiosi premi letterari. A furia di provarci forse accadrà, non sarà facile farsi largo tra le pieghe di certe articolasse che fanno molto censo e cedono volentieri spazio agli amici degli amici. Ad Alessandra Benvenuto il merito di provarci e il compito di tener testa a un movimento che richiama molti lettori appassionati di libri (vivaddio, ce ne sono) e che risponde a un suo profilo autentico dato dai componenti di una giuria tecnica prestigiosa:  Paolo Mieli, Ritanna Armeni, Luciano Canfora, Giuliano da Empoli, Marco Ferrante, Sandra Petrignani.  

L’edizione 2025 è partita con Giordano Bruno Guerri che nel suo “Benito. Storia di un italiano” (Rizzoli) punteggia la passione intimista, spesso sfrenata degli italiani per il Duce. Un saggio che percepisce i sentimenti più pruriginosi dell’italiano contemporaneo verso l’uomo, il dittatore, che fu capopopolo di Hitler e spalancò all’Italia le porte di un conflitto con la Germania nazista. La fascinazione popolare di quegli anni, gli anni dell’anteguerra, della marcia su Roma (1922) la presa del potere, sono elementi di una narrazione che si chiuse drammaticamente a piazzale Loreto. L’iconografia dell’uomo forte e di storie vivide, oggi ancor più di ieri, che Guerri traccia sul profilo di un paese nel pieno di un revanscismo di destra. E che per questo segnala “Benito. Storia di un italiano” tra le opere più in vista del concorso “I fiori blu”, l’evento letterario foggiano ideato e organizzato dalla giornalista Alessandra Benvenuto che ha aperto con il botto l’edizione 2025 nella sala Fedora del teatro Giordano di Foggia. 

Alla prima presentazione degli autori in gara si è alzato il sipario anche su “La bambina di Kabul” (Piemme) di Saliha Sultan, autrice afghana, classe 1988, in un romanzo che ripercorre il tempo della fuga dai talebani all’età di 17 anni, l’approdo in Italia nel 2006 (Modena), la riflessione a distanza su un paese retrodatato dal fanatismo talebano e dal quale discendono valutazioni che al fondo lasciano spazio alla speranza: «Qualcosa cambierà, in 20 anni gli americani hanno cambiato la mentalità dei giovani afghani anche se poi se ne sono andati in modo vergognoso». E’ comunque una Kabul tornata nello sprofondo quella che Sultan racconta, dopo il ritorno al potere dei talebani (2021) e il ripristino di un regime repressivo che tiene sempre nel mirino le donne. «Perchè le donne? Perché una donna libera di scegliere può insegnare ai propri figli cos’è la libertà. Fa comodo sottometterle».  

Prossimo appuntamento con la presentazione dei libri in concorso venerdì 7 marzo, alle 17.45, presso la biblioteca del dipartimento di Economia dell’università di Foggia con David Biduissa “Pensare stanca” Feltrinelli e Maura Gancitano “Erotica dei sentimenti” Einaudi. 

Tra gli autori più attesi si segnalano Giorgio Zanchini, conduttore dello storico programma Rai “Radio anch’io” con “La libreria degli indecisi” (Mondadori), Barbara Gallavotti, divulgatrice scientifica tra le più note autrice di Superquark e Ulisse, con “Il futuro è già qui” (Mondadori), “Il fiore delle illusioni” di Giuseppe Catozzella (Feltrinelli), “Ogni cosa è per Giulia” di Lucia Tancredi (Ponte delle Grazie), “Il dio del fuoco” di Paola Mastrocola (Einaudi), “Come l’arancio amaro” di Milena Palminteri (Bompiani). 

In foto alcuni dei libri in concorso per l’edizione 2025

 

 

 

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