L’opposizione frivola e le battute da asilo nido

Dalle borsette alle bollette… e perchè allora non anche le polpette? La banalità della politica ha raggiunto vette di incontrovertibile disagio per il cittadino. Davanti a una sfiducia chiesta in parlamento a carico di una ministra, il maggior partito di opposizione che fa? Gioca sulla rima facile facile per dar l’impressione di aver assestato un colpo alla Santanchè. Mozione respinta, naturalmente, ma non per la battuta da asilo nido di Elly Schlein. I numeri della maggioranza tengono (ancora) nonostante il rinvio a giudizio della ministra abbia aperto qualche riflessione anche all’interno di Fratelli d’Italia. 

Il partito di maggioranza continua a viaggiare oltre il 30% dei consensi senza i cali, pur fisiologici nelle democrazie, dopo quasi tre anni di governo. Ma per forza, se dall’altra parte stanno davvero messi così male. L’opposizione piuttosto che insinuarsi nelle increspature del dissenso interno e nei silenzi della premier, si lancia in ammonimenti da avanspettacolo a voler essere generosi.

Verrebbe voglia di rimpiangere i tempi della politica ingessata, del sopracciglio alzato e delle mani sudate dei tanti figuri in grisaglia che guardavamo alla Tv ancora in bianco e nero. Nella famigerata Prima Repubblica una vicenda come questa sarebbe stata liquidata dall’opposizione con il disprezzo dovuto, ammesso che a una ministra sotto inchiesta fosse concesso di presentarsi alla Camera con quella prosopopea.

«Voi mi considerate il male assoluto perchè odiate la ricchezza», li rimbrotta così la ministra del Turismo. E il sospetto, pur tra tanta sguaiatezza, è che la Santanchè abbia toccato il nervo scoperto: lo si percepisce osservando certe frivolezze tra gli scranni, gli zaini retrospalla, le facce ben riposate e sempre le stesse. 

No, l’opposizione (e non da oggi) non odia la ricchezza: c’è chi si ispira pure a certi modelli. Forse il vero dramma è che nelle stanze del cosiddetto potere non si riesca più nemmeno a immaginare cosa possa essere la miseria. Il guaio storico della sinistra è non aver saputo ancora individuare altro genere di “copyright” del pensiero ideologico per dare un senso alla propria esistenza, mica per iniziare nuove battaglie. Ci sarebbe spazio politico a volontà su temi come le difficoltà di sempre più italiani di arrivare alla fine del mese, dei giovani laureati che se ne vanno lo stesso: ma ci vorrebbe troppa fatica e poi dall’altra parte uno come Trump smonterebbe tutto all’istante.

Questioni ormai insostenibili per una casta che preferisce di gran lunga restarsene accucciata in parlamento, alzando ogni tanto la voce magari accusando la ministra Santanchè di spacciare borsette false per le amiche e sai che ritorno di audience. Non conta più nemmeno farsi sbeffeggiare da una signora col tacco 12, inseguita dalle procure: lei pensa di dare lezioni di bon-ton, ma i tapini in versione da indignati annuiscono e portano a casa.

Elly Schlein in Parlamento (credit Openpolis)

 

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