Il candidato che non studia da politico

Le prossime elezioni regionali in Puglia non hanno ancora una data, ma potrebbero già contare il primo candidato a rischio di essere trombato. Il passo falso del direttore del TG Norba che fa l’endorsement di Decaro (centrosinistra) – quando la sua candidatura è già stata indicata dal centrodestra – è uno scivolone che fa infuriare gli elettori di entrambi gli schieramenti. Sentirsi «onorato» per la nomination alla presidenza e al tempo stesso gongolare per analoga considerazione ricevuta «mesi e mesi fa» dal centrosinistra, non sembra un astuto segnale da mandare a chicchessia (come provano in queste ore ad accomodare la frittata alcuni osservatori), bensì è un infortunio bello e buono. 

Forse si è trattato di eccesso di sicurezza, slanci che da esperto giornalista il 72enne Vincenzo Magistà dovrebbe aver imparato a maneggiare con cura. Sta di fatto che tra gli elettori di centrodestra è già partito un inquieto tam tam sull’opportunità che il futuro leader della coalizione possa essere un candidato così sfacciatamente bipartizan.

Preso dalla smania di essere il prescelto, è probabile che l’acuto opinionista si sia fatto prendere un po’ la mano nell’intervista concessa domenica 16 marzo al “Corriere del Mezzogiorno”. Le contorsioni nel centrodestra prendono infatti spunto da quelle dichiarazioni. Si sa poi come funziona in certi casi: i giornalisti, specie i più riconoscibili al grande pubblico, godono della massima considerazione di se stessi. E si atteggiano, a volte, a maitre a penser  sicuri che nessuno potrà mai metterne in dubbio la liceità delle proprie azioni. E’ come se fosse scattata nel direttore del TG Norba la sindrome “Bruno Vespa”, sia pure in sedicesimi: avete presente la piega da difensore d’ufficio del governo Meloni presa dal Bruno nazionale? Solo che Vespa non corre ancora ufficialmente per nessun partito, anche se l’impressione è che di Vespa, il direttore del TG Norba, coltivi una contenuta ammirazione. 

Magistà con i suoi commenti arguti nel TG mattutino, coglie i frutti (e ora le reprimende) di una sovraesposizione mediatica che da decenni mette partiti e istituzioni in riga. La regione è il suo cortile preferito, Emiliano (fino a pochi giorni fa, almeno) l’eroe senza macchia nei confronti del quale non si ricorda alcuno, se non sparuto, elemento di critica.

L’errore di Magistà in quell’intervista consiste proprio in questo: sentirsi ancora equidistante dai due schieramenti quando invece avrebbe dovuto offrirsi ai lettori mostrandosi già convintamente di parte. Forse non ne era abbastanza convinto? Più probabile che il direttore del TG Norba, travolto dall’effetto annuncio, non abbia fatto in tempo a calarsi nel personaggio. E non abbia modificato i codici del proprio ragionamento: perchè se l’equidistanza e la neutralità sono il prerequisito essenziale per un giornalista, non possono esserlo per chi fa politica sia pure da apprendista. 

Ma si fa strada una terza ipotesi, forse la più attendibile: Magistà, pur autosospendendosi dal video, ha ceduto deliberatamente al proprio ego: «Anche Decaro mi ha proposto un posto da consigliere…».  Per la serie: “Vedete? Tutti mi vogliono”.

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DIRETTORE Vincenzo Magistà conduttore del TG di Telenorba (credit Il libro possibile)

 

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