La Ferrari squalificata e la Juventus che esonera l’allenatore a campionato in corso, tutto nello stesso giorno. Due coincidenze che fanno una prova: comanda l’improvvisazione. Forse non è il caso di scomodare paragoni con il passato, o di ricordare quanto sia siderale la distanza da John Elkann, l’attuale gran padrone del vapore, da due giganti del loro tempo come il Drake e Giampiero Boniperti. Improbabile e forse ingeneroso qualsivoglia accostamento. Ma insomma… Non ci vuole il licenziamento (annunciato da una settimana) di Thiago Motta e la doppia debàcle di Hamilton e Leclerc per mano dei giudici di gara sulla pista di Shanghai, per rendersi conto di quanto l’illustre passato non sia nemmeno lontanamente paragonabile alle contorsioni dell’attuale management.
Non possono esserci paragoni con il passato perchè nel passato non c’è nulla di tutto quel che sta accadendo oggi nei due maggiori simboli sportivi del made in Italy. Thiago Motta è l’emblema di una programmazione sbagliata, l’errore su cui peraltro Elkann era già inciampato quando ingaggiò un altro teorico del gioco totale come Maurizio Sarri. Ma la storia juventina – passata da Trapattoni, Conte e Allegri – dice ben altro. La Ferrari viene squalificata e messa spalle al muro – non farà ricorso – perchè la macchina di Leclerc pesava un chilo in meno del consentito, quella di Hamilton aveva un fondo di pattinamento più sottile. Errori diversi, eppure uguali: alla Juve sono rimasti talmente inebriati dal gioco del Bologna di Motta che l’hanno voluto allegramente importare con spregiudicata ignoranza degli stucchi e dell’altare in cui un acquerello dai pur vivaci colori sarebbe stato esibito. Alla Ferrari, abbagliati dalla vittoria della corsa Sprint (Hamilton), hanno pensato di rendere ancor più performante la monoposto alleggerendola un po’ per il Gran premio.
Sembrano decisioni da tiktoker, altro che da top-manager. Istintive e per certi versi surreali. C’era ben altro «manico» in cima a certe scelte del passato, ma anche qui rischiamo di cadere nel tragico o nel ridicolo. Chi la pensa alla “vecchia maniera” rischia di essere sbaragliato dalle convenzioni di un mondo che gira da tutt’altra parte. E chi non si adegua è perduto!!
Si dice, o meglio si diceva, che certi svarioni abbiano sempre un’origine e che non è sbagliato pensare, come sostenevano i nostri nonni, che quando in un team le cose non girano come dovrebbero “il pesce puzza sempre dalla testa”. Oggi non siamo più sicuri che in fondo sia proprio così per un semplice motivo: siamo stati abituati a ragionare con il metodo analitico, ovvero provare a scomporre i problemi per affrontarli uno ad uno e dunque risolverli. Ma ci accorgiamo che non basta più e che Cartesio, con il suo metodo, è ormai fuori tempo massimo. Lo vediamo dai nostri ragazzi: ieri il secondo in meno di tre mesi si è tolto la vita, indotto al suicidio via computer. Sarà pur vero che le peripezie di Juve e Ferrari sono avanspettacolo rispetto a certi drammi. Ma il timore è che abbiamo perso le istruzioni su come inervenire.
—
FERRARI Leclerc e Hamilton squalificati al Gp cinese